
Faded Soft Construct
Net Art
Durata: 0 min.
venerdì, 09 ottobre 2026 | 11:00 > 11:002026-10-09T11:00:00.000Z | Exhibition Area #1
Anno: 2026
Tecnica: Custom LoRA model, ControlNet, Photoshop
L'opera combina una morbidezza impressionistica con una struttura post-fotografica, esplorando il modo in cui qualcosa possa apparire naturale e organico a un primo sguardo, per poi rivelarsi interamente costruito man mano che lo si osserva più da vicino.
Da lontano, le immagini evocano un paesaggio impressionistico fatto di fiori selvatici, luce calda e campi morbidi. Osservati più da vicino, tuttavia, i petali rivelano un'altra natura: pieghe, cuciture e texture sintetiche che ricordano giacche stropicciate e tessuti di un'altra epoca. Il lavoro è fortemente influenzato dallo streetwear tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila, in particolare dai tessuti, dalle pannellature e dalle strutture funzionali associate a Steep Tech.
Nel tempo, questi riferimenti visivi sono diventati parte della memoria dell'artista e riaffiorano nell'opera non come citazioni letterali, ma come texture vissute e familiari. I fiori vengono "costruiti" attraverso questo vocabolario visivo, mettendo in relazione l'aspetto organico delle forme naturali con il linguaggio costruito dei materiali sintetici.
Piuttosto che proporre una fuga nella natura, l'opera cerca di mettere in relazione questi due mondi apparentemente opposti e di costruire qualcosa di nuovo dal loro incontro: il mondo in cui l'artista è cresciuto e quello verso cui si sente attratto oggi.
Le immagini sono state create utilizzando un modello LoRA personalizzato e ControlNet, con post-produzione in Photoshop e finalizzazione attraverso strumenti di upscaling.
Tecnica: Custom LoRA model, ControlNet, Photoshop
L'opera combina una morbidezza impressionistica con una struttura post-fotografica, esplorando il modo in cui qualcosa possa apparire naturale e organico a un primo sguardo, per poi rivelarsi interamente costruito man mano che lo si osserva più da vicino.
Da lontano, le immagini evocano un paesaggio impressionistico fatto di fiori selvatici, luce calda e campi morbidi. Osservati più da vicino, tuttavia, i petali rivelano un'altra natura: pieghe, cuciture e texture sintetiche che ricordano giacche stropicciate e tessuti di un'altra epoca. Il lavoro è fortemente influenzato dallo streetwear tra la fine degli anni Novanta e i primi Duemila, in particolare dai tessuti, dalle pannellature e dalle strutture funzionali associate a Steep Tech.
Nel tempo, questi riferimenti visivi sono diventati parte della memoria dell'artista e riaffiorano nell'opera non come citazioni letterali, ma come texture vissute e familiari. I fiori vengono "costruiti" attraverso questo vocabolario visivo, mettendo in relazione l'aspetto organico delle forme naturali con il linguaggio costruito dei materiali sintetici.
Piuttosto che proporre una fuga nella natura, l'opera cerca di mettere in relazione questi due mondi apparentemente opposti e di costruire qualcosa di nuovo dal loro incontro: il mondo in cui l'artista è cresciuto e quello verso cui si sente attratto oggi.
Le immagini sono state create utilizzando un modello LoRA personalizzato e ControlNet, con post-produzione in Photoshop e finalizzazione attraverso strumenti di upscaling.
Autore
- Chris Maestas (0009) (n. 1984) è un artista e designer americano il cui percorso creativo nasce nell'ambiente urbano di Los Angeles, dove negli anni Novanta si immerge nella cultura dei graffiti e dello skateboarding. Ispirati dalla graffiti art e dalla cultura street degli anni Novanta, i suoi primi lavori riflettono l'energia dirompente e ribelle di questi movimenti.
La sua pratica attraversa diversi media, tra cui acrilico, smalto a base oleosa, spray, 3D e arte digitale. Più recentemente, si concentra sui processi...
