
Emergenism
Immersive
Durata: 10 min.
venerdì, 09 ottobre 2026 | 11:28 > 11:382026-10-09T11:28:00.000Z | Immersive Room
Anno: 2026
Tecnica: TouchDesigner
Emergenism esplora l’idea che forme complesse di vita, intelligenza e organizzazione possano emergere dall’interazione di elementi semplici, senza la necessità di un’autorità centrale o di un progetto prestabilito.
Città, cervelli umani e foreste sembrano appartenere a mondi radicalmente differenti, eppure possono essere interpretati come sistemi complessi prodotti da innumerevoli interazioni locali. I neuroni si connettono e scambiano segnali, gli organismi formano ecosistemi, gli individui generano le strutture in continua evoluzione di una città. A ogni scala, relazioni relativamente semplici possono produrre comportamenti e strutture impossibili da prevedere osservandone separatamente i singoli componenti.
Emergenism estende questo principio all’intelligenza artificiale. Anziché affrontare l’AI esclusivamente attraverso la consueta contrapposizione tra essere umano e macchina, l’opera colloca sistemi biologici, sociali e computazionali all’interno di una prospettiva comune. L’intelligenza diventa così meno una proprietà appartenente a un singolo organismo o a una determinata tecnologia e più qualcosa capace di emergere attraverso reti di relazioni, interazioni e processi di feedback.
Da questa prospettiva, la distinzione tra naturale e artificiale diventa progressivamente più instabile. I processi attraverso i quali i sistemi computazionali sviluppano comportamenti complessi richiamano dinamiche già presenti nei sistemi biologici e sociali: ripetizione, connessione, adattamento, variazione e accumulazione di innumerevoli piccole interazioni.
L’opera sposta quindi la domanda dalla possibilità che le macchine arrivino a imitare o sostituire gli esseri umani. Invita invece a riconoscere una continuità più profonda tra differenti forme di complessità e intelligenza. Esseri umani, ecosistemi, città e sistemi artificiali non diventano equivalenti, ma possono essere osservati attraverso un principio comune: strutture complesse che emergono da relazioni che nessun singolo elemento controlla interamente.
Emergenism propone questo processo nascosto come strumento per ripensare il nostro rapporto con l’intelligenza artificiale: non semplicemente qualcosa di esterno che l’umanità ha creato, ma un’ulteriore manifestazione della nostra continua tendenza a costruire sistemi sempre più complessi a partire da regole semplici, connessioni e interazioni.
Tecnica: TouchDesigner
Emergenism esplora l’idea che forme complesse di vita, intelligenza e organizzazione possano emergere dall’interazione di elementi semplici, senza la necessità di un’autorità centrale o di un progetto prestabilito.
Città, cervelli umani e foreste sembrano appartenere a mondi radicalmente differenti, eppure possono essere interpretati come sistemi complessi prodotti da innumerevoli interazioni locali. I neuroni si connettono e scambiano segnali, gli organismi formano ecosistemi, gli individui generano le strutture in continua evoluzione di una città. A ogni scala, relazioni relativamente semplici possono produrre comportamenti e strutture impossibili da prevedere osservandone separatamente i singoli componenti.
Emergenism estende questo principio all’intelligenza artificiale. Anziché affrontare l’AI esclusivamente attraverso la consueta contrapposizione tra essere umano e macchina, l’opera colloca sistemi biologici, sociali e computazionali all’interno di una prospettiva comune. L’intelligenza diventa così meno una proprietà appartenente a un singolo organismo o a una determinata tecnologia e più qualcosa capace di emergere attraverso reti di relazioni, interazioni e processi di feedback.
Da questa prospettiva, la distinzione tra naturale e artificiale diventa progressivamente più instabile. I processi attraverso i quali i sistemi computazionali sviluppano comportamenti complessi richiamano dinamiche già presenti nei sistemi biologici e sociali: ripetizione, connessione, adattamento, variazione e accumulazione di innumerevoli piccole interazioni.
L’opera sposta quindi la domanda dalla possibilità che le macchine arrivino a imitare o sostituire gli esseri umani. Invita invece a riconoscere una continuità più profonda tra differenti forme di complessità e intelligenza. Esseri umani, ecosistemi, città e sistemi artificiali non diventano equivalenti, ma possono essere osservati attraverso un principio comune: strutture complesse che emergono da relazioni che nessun singolo elemento controlla interamente.
Emergenism propone questo processo nascosto come strumento per ripensare il nostro rapporto con l’intelligenza artificiale: non semplicemente qualcosa di esterno che l’umanità ha creato, ma un’ulteriore manifestazione della nostra continua tendenza a costruire sistemi sempre più complessi a partire da regole semplici, connessioni e interazioni.
Autore
- Susan Kosti è un’artista ungherese, multimedia director e creative thinker con base a Sydney, la cui pratica esplora il rapporto tra natura, tecnologia, dati e percezione umana attraverso ambienti immersivi e audiovisivi di grande scala.
Inizia la sua carriera nel 2010 come visual designer per eventi dal vivo, sviluppando progressivamente un linguaggio visivo riconoscibile che combina animazione 3D, motion graphics, projection mapping, luce, suono e progettazione spaziale. Il suo lavoro si sposta progressivamente oltre lo schermo verso ambienti architettonici e immersivi,...
